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Marzo 2009

In memoria dei martiri missionari



in catene per Cristo, liberi di amare

Quante volte ci sarà capitato, girando per le vie delle nostre città o sulle spiagge del mare di imbatterci in scritte del tipo «Mely, ti amo da morire. By P.», «Mikki, tu sei la mia vita. Tua MG», «Cucciola, senza di te, non vivo più. Ti amo». Sicuramente, non di rado! Questi graffiti deturpano sicuramente il decoro urbano, ma innegabilmente suscitano anche grande tenerezza perché manifestano lo stato d’animo dei loro autori: innamorati consumati da un sentimento urlato al mondo intero e in modo esclusivo alla persona amata che è l’unica capace di decifrare i nomi in codice del messaggio. Ci piace immaginare quelle parole folli, da veri “incoscienti”, in bocca ai vari Fratel Anton Probst, don Andrea Santoro, Annalena Tonelli, Graziella Fumagalli, per citare solo quattro di alcuni martiri cristiani caduti nel corso di questi ultimi anni perché incatenati a Cristo. Tante volte, nell’intimità della loro preghiera, avranno sussurrato dei “Tu sei la mia vita, altro io non ho” o “Signore Gesù, ti amo da morire”, certi che il loro “S.G”, avrebbe saputo meglio di chiunque altro capire e decifrare la verità e l’immensità del loro amore. Hanno urlato al mondo di essere “cotti” di Lui con la radicalità della loro lunga testimonianza in terre di missione per servire i più poveri. Alla fine, hanno pagato con la vita questo loro amore. E il loro sangue sparso è andato a ingrossare il lunghissimo fiume dove, sin da tempi antichi, confluisce il sangue di coloro che hanno amato da morire: i vari profeti, gli Apostoli, e tanti altri uomini e donne di ogni generazione, a volte sconosciuti, che messi in catene per Cristo, non hanno mai perso la libertà di amare, rimanendo fedeli al Vangelo sino alla morte. Come agli inizi, anche oggi Cristo ha bisogno di apostoli pronti a sacrificare se stessi. Ha bisogno di testimoni e di martiri come san Paolo: un tempo persecutore violento dei cristiani, quando sulla via di Damasco cadde a terra abbagliato dalla luce divina, passò senza esitazione dalla parte del Crocifisso e lo seguì senza ripensamenti.